Centro Interuniversitario di Ricerche Epistemologiche e Storiche sulle Scienze del Vivente



Venerdì 15 novembre 2013
Sala Conferenze - Stazione Zoologica Anton Dohrn - Villa Comunale – Napoli
ore 15

Sviluppo ed evoluzione. Da Ontogenesi e filogenesi di Gould a Evo-Devo
Tavola rotonda in occasione della prima edizione italiana di Ontogenesi e filogenesi, di Stephen Jay Gould


Silvia Caianiello (ISPF, CNR)
Da Gould a Evo-Devo

Alessandro Minelli  (Università di Padova)
de Beer, Gould, Raff, e oltre - riflessioni sull'eterocronia

Chiara Campanella  (Università di Napoli Federico II)
Dalla biologia dello sviluppo classica a Evo-Devo

Maria Turchetto  (Università di Venezia Ca’ Foscari)
La critica al determinismo biologico

Maria Ina Arnone (Stazione Zoologica Anton Dohrn)
Evo-Devo alla Stazione Zoologica ieri ed oggi

modera
Maurizio Ribera d'Alcalà

Evento organizzato dalla Stazione Zoologica “Anton Dohrn” di Napoli, in collaborazione con Res Viva (Centro interuniversitario di ricerche epistemologiche e storiche sulle scienze del vivente) e con l’Istituto per la Storia del Pensiero filosofico e scientifico moderno (ISPF), C.N.R.

Stephen Jay Gould, Ontogenesi e filogenesi, a cura di Maria Turchetto, Milano-Udine, Mimesis, 2013. 
Traduzioni di Andrea Cavazzini, Silvia De Cesare, Marco Pappalardo, Federica Turriziani Colonna

 
 
Recenti ricostruzioni della storia della biologia evolutiva dello sviluppo (evo-devo), consacrano il testo di Gould del 1977 tra i classici della “fase romantica” della disciplina. Ontogenesi e filogenesi fu indubbiamente un forte stimolo per il dibattito interno alla teoria evoluzionistica, in quanto riproponeva all’attenzione della comunità scientifica il nesso imprescindibile tra sviluppo ed evoluzione, tra i meccanismi responsabili della variabilità ontogenetica e le direzioni possibili del cambiamento evolutivo, riaprendo un dialogo che gli sviluppi della teoria sintetica avevano reso impervio, e ripristinando l’organismo come punto focale della gerarchia biologica. 
Ma l’operazione di Gould era allo stesso tempo per molti rispetti culturale nel senso più ampio del termine. Egli dimostrava infatti, con estrema finezza di analisi storica, l’estensione metaforica pervasiva che le concezioni biologiche del rapporto tra sviluppo ed evoluzione avevano conosciuto tra ‘700 e ‘900 nel pensiero occidentale. La loro influenza si estendeva, nella sua lettura, alla concezione dell’uomo e della natura, fino nelle derive dell’ideologizzazione scientistica delle differenze tra gli uomini; ma anche alla concezione della malattia e della mente, del normale e del patologico;  e soprattutto al modo di rappresentare la tensione tra determinismo e indeterminismo, necessità e contingenza. 
L’ampiezza storica e teorica dell’opera di Gould, le cui doti di divulgatore dovevano presto renderlo celebre, la capacità di sconfinamento in ambiti trasversali del sapere hanno fatto di quest’opera un classico, un contributo culturale unico e fecondo per la riapertura dei giochi tra sviluppo e evoluzione non solo in biologia. Le sue proposte teoriche più specifiche: il ruolo dell’eterocronia nell’innovazione evolutiva, la critica all’adattazionismo e la revisione del gradualismo darwiniano, l’intuizione della modularità dello sviluppo oltre l’immagine olistica dell’organismo ereditata da Cuvier, hanno continuato ad essere discusse e rielaborate nella fase matura di Evo-Devo, segnata dalle rivoluzioni della biologia molecolare dello sviluppo e della genomica comparata.